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Non mi lascio commuovere dalle fotografie

lunedì, Dicembre 6, 2021
Non mi lascio commuovere dalle fotografie

Ci sono uomini che hanno lasciato un segno importante nella nostra cultura, anche se, al tempo in cui hanno vissuto, o non sono stati compresi affatto o solo parzialmente. Sta di fatto che la loro capacità di leggere la società del tempo, unita a una buona dose di lungimiranza, ne hanno fatto delle icone da riscoprire.
Uno di questi è stato, certamente, Pier Paolo Pasoliniscrittore, giornalista, opinionista, regista, intellettuale scomodo.

Riuscire a descrivere una figura così complessa è un’operazione per la quale le parole spesso non bastano. Grazie alla sua estrema lungimiranza, mista a una sensibilità fuori dal comune, Pasolini è oggi ricordato come uno dei più acuti e lucidi osservatori del suo tempo. Un’attitudine quest’ultima, coltivata con qualsiasi mezzo espressivo, una qualità che emerge inevitabilmente dalla sua preziosa eredità artistica e culturale.

Ma chi era Pasolini? A rispondere a questa domanda sono stati i curatori Roberto Carnero, Marco Minuz e Piero Colussi che, a ridosso del centenario della nascita del letterato bolognese nel 1922, hanno concepito un progetto espositivo originale intitolato: “Non mi lascio commuovere dalle fotografie”.
È un’occasione unica per esplorare tanto la dimensione pubblica quanto quella privata del celebre autore, questo è il fil rouge della mostra, visitabile dal 30 Novembre 2021 al 13 Marzo 2022, presso gli spazi del Palazzo Ducale di Genova (in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, luogo dove è sepolto).
È la macchina fotografica, un mezzo con il quale Pasolini aveva un rapporto molto singolare. Nonostante considerasse le fotografie come qualcosa cui guardare con una certa fugacità (a differenza dei film, che richiedono invece un approccio completamente diverso), Pasolini non si è mai sottratto allo sguardo di quest’ultima, neppure nei momenti privati, come attesta l’immensa quantità di materiale fotografico a lui dedicato.
La rassegna riunisce circa 260 pezzi fra fotografie e documenti d’epoca ed è organizzata in sezioni, ognuna delle quali raggruppa un corpus di fotografie dedicate a un tema specifico. Sono oltre cinquanta i fotografi coinvolti nel progetto, tra i quali Letizia Battaglia, Carlo Bavagnoli, Elisabetta Catalano, Elio Ciol, Mario Dondero, Gabriella Drudi Scialoja, Aldo Durazzi, Claudio Ernè, Toti Scialoja, Giovanni Giovannetti, Cecilia Mangini, Paul Ronald, Roberto Villa, Italo Zannier e gli Archivi Farabola.
In  generale è un’iniziativa culturale che nasce, “pur nella consapevolezza dell’immenso lavoro di ricerca presente ed associato ad ogni ambito del suo impegno, dalla volontà di continuare ad alimentare, soprattutto nelle giovani generazioni, un confronto con il lascito intellettuale di Pasolini” spiegano gli organizzatori.
Il percorso che ribadiamo essere  in sezioni, non segue un ordine cronologico ma tematico: la città di Roma, i ragazzi delle borgate romane, il concetto di corpo, la passione per il calcio, le sue frequentazioni, il suo impegno politico pubblico, la figura della madre, le abitazioni romane in cui ha vissuto, i ritratti fotografici, un oggetto ricorrente, l’iconografia di Cristo, l’esperienza del cinema, gli anni giovanili, le celebrazioni funebri a Roma e a Casarsa della Delizia.
In ogni area il nucleo di fotografie è accompagnato da testi di spiegazione, da una serie di citazioni di Pasolini legate al tema e da un video dedicato.
Il volto di Pasolini diventa così “la mappa” per leggere il suo lavoro, la sua personalità, il suo pensiero e le sue scelte. Metaforicamente la sua pelle, immortalata dal mezzo fotografico, diventa così spazio privilegiato per comprendere, con vicinanza, il percorso professionale di quell’inafferrabile uomo chiamato Pier Paolo Pasolini” sostiene Marco Minuz.

“Una mostra fotografica su Pasolini è un modo di avvicinarsi alla sua opera, magari per un primo approccio ai suoi testi, attraverso i “grandi temi” che li caratterizzano. Sarebbe bello che questa straordinaria occasione potesse essere còlta soprattutto dai più giovani, da quei ragazzi a cui Pasolini ha dedicato tante delle sue riflessioni e ai quali continuava – e continua tutt’oggi – a parlare” spiega Roberto Carnero, co-curatore del progetto ed autore dei testi presenti nel percorso.

 

* Occorre essere tutti responsabili! Abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina: Wikipedia.org

Fonte video: https://www.youtube.com/

Annapaola Di Ienno

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